Non lasciare la mia mano, Michel Bussi – E/O

Carlo Lucarelli - Intrigo Italiano
Intrigo Italiano, Carlo Lucarelli – Einaudi
giugno 21, 2017
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Non lasciare la mia mano, Michel Bussi – E/O

Michel Bussi - Non lasciare la mia mano

Chi non vorrebbe trovarsi in un paradiso tropicale in mezzo all’Oceano Indiano a godersi una bella isola come quella francese di Réunion?

Non lasciare la mia mano, di Michel Bussi

La risposta sembra scontata, ma lo diventa molto meno se pensate di aprire per sbaglio la porta di una camera d’albergo non vostra, trovandovi davanti uno scenario agghiacciante: schizzi di sangue sulle pareti e sul letto.

Aggiungiamoci un coltello sparito e un marito che denuncia la scomparsa della moglie che non si trova da nessuna parte e la quiete vacanziera dei turisti benestanti che affollano l’isola francese di Réunion è sicuramente messa a repentaglio.

Vogliamo ugualmente addentrarci in questo presunto paradiso?

La logica direbbe che è sia stato commesso un omicidio e occultato il corpo, anche perché c’è chi giura di aver visto Martial, il marito di Liane Bellion, uscire dalla loro camera spingendo un carrello all’apparenza pesante, fino al parcheggio. Cosa c’era nel carrello e perché quel fare sospetto?

Bussi prende le mosse da questi elementi per dipanare una trama ricca di personaggi e con salti di prospettive intriganti, insomma lo scrittore ci sa proprio fare a tenere incollati alle sue pagine, non per niente è tra coloro che attualmente vendono di più in Francia e, seppur con una punta di italica invidia, bisogna ammettere che i francesi riescono assai bene nel genere noir, thriller o giallo che dir si voglia.

Questa varietà di personaggi rende scorrevole una trama che nella seconda parte del libro diventa abbastanza classica, ma che non scade mai nel banale.

Martial rimasto solo con la figlia di otto anni si sente in trappola e comincia una fuga disperata attraverso l’isola. Le indagini sono condotte da Aja Purvi che non vuole avere nessun tipo di deferenza per nessuno e che si fa aiutare da uno strampalato (e forse un po’ stereotipato) sottotenente cinquantenne, Christos Kostantinov, detto il “profeta” che sembra avere un po’ tutti i vizi, beve e fuma marjiuana ma ha un cervello che funziona ed è un ottimo investigatore.

È evidente nelle descrizioni l’amore di Bussi per la geografia, che insegna come professore all’Università di Rouen.

L’”isola intensa”, come viene chiamata dai francesi La Réunion, viene raccontata nei particolari e ci sembra di seguire le indagini e la caccia all’uomo insieme agli investigatori.

È il primo libro di Bussi che leggo e considerando il piacere di pura evasione che mi ha dato penso che non sarà l’ultimo!

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