Le nostre anime di notte, Kent Haruf – NN

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Le nostre anime di notte, Kent Haruf – NN

Kent Haruf - Le nostre anime di notte

Il libro di oggi è Le nostre Anime di notte, di Kent Haruf.

Se mai vi capiterà in mano questo libro, e lo voglia il santo protettore dei librai (San Tommaso D’Aquino, con festa il 28 gennaio, ma questo è un altro argomento!), vi prego, non fate come me.

Kent Haruf, cosa ho combinato?

Ho fatto un errore, un grosso, imperdonabile errore, non ho considerato la forza attrattiva e coinvolgente che la scrittura di Haruf esercita su di me e ho avventatamente iniziato il libro poco prima di dover andare a lavorare e per questo sono stata punita!

Ho dovuto interrompere a metà la lettura e per tutto il pomeriggio ho continuato a guardare l’orologio, impaziente di chiudere la libreria e tornarmene finalmente a Holt, in Colorado, da Addie e Louis.

Direte, un gran viaggio tornare in America dalla Romagna, ebbene, no! Con Haruf succede sempre la magia, basta aprire uno dei suoi libri, iniziare a leggere e nel giro di qualche riga ci si ritrova completamente immersi in un altro spazio.

Le nostre anime di notte, cenni sulla trama

Questa volta a Holt ho conosciuto Addie Moore che è vedova e vive sola perché il figlio vive lontano. Un giorno Addie va dal suo vicino di casa Louis Waters, anche lui solo e gli propone, in modo spregiudicato, una cosa che alla cittadina di Holt potrebbe apparire scandaloso: vuoi passare le notti da me?

“Che altro vuoi sapere?

Da dove vieni. Dove sei cresciuta.

Com’eri da ragazza. Com’erano i tuoi genitori.

Che rapporti hai con tuo figlio. Come mai ti sei trasferita ad Holt.

Chi sono i tuoi amici. In cosa credi.

Ci divertiremo un sacco a parlare, eh? Disse lei.

Anch’io voglio sapere tutto di te.

Non abbiamo fretta, disse lui.

No, prendiamoci il tempo che ci serve”.

Le nostre anime di notte è il racconto dell’amicizia e dell’intimità tra due persone che uniscono le loro solitudini e sussurrano l’un l’altro il racconto delle loro vite. Questo prendersi cura a vicenda non è sempre ben visto dalla comunità che costringe i protagonisti a riflette e a fare delle scelte, che spesso non sono esenti da sofferenza.

Senza trucchi da quattro soldi direbbe Carver.

Senza fronzoli con un linguaggio semplice e ricco di quotidianità, Haruf ha scritto un libro struggente su due persone che hanno ormai alle spalle i cosiddetti anni migliori della vita, ma vogliono ancora emozionarsi e riescono ad arricchire il tempo che resta con attenzioni e amore.

E’ un libro che dà speranza e commuove, ultimo lascito di uno scrittore meraviglioso, di una umanità rara, da leggere e rileggere.

1 Comment

  1. michele ha detto:

    Grazie Metella!

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